Animali in casa senza cure: è abbandono!

Un’abitudine malsana ed un fenomeno quanto mai triste ancora esistente nel nostro Paese è l’abbandono degli animali, soprattutto in vista della stagione estiva, lungo le strade ed in luoghi isolati, per impedirgli di tornare alle loro abitazioni. Anche se le campagne di sensibilizzazione e le severe punizioni verso chi commette questo reato sembrano aver diminuito la percentuale di casi di abbandono, resta tuttavia per molte persone ancora un gesto giustificato dalle vacanze estive, ed in generale dall’impossibilità di potersene prendere cura come prima.

Una recente sentenza del Tribunale di Trento però, ha esteso il reato di abbandono anche verso chi, in effetti, non si disfa del proprio animale domestico ma lo lascia per lunghi periodi in casa senza cure e cibo.

Il caso nasce da una querela verso il padrone di un pastore tedesco, fatta dagli abitanti del vicinato, i quali venivano continuamente disturbati dall’eccessivo abbaiare del cane, spesso lasciato chiuso fuori un piccolo terrazzo, senza acqua e cibo per lunghi periodi.

Secondo la Cassazione, il reato si concretizza basandosi semplicemente sull’incessante abbaiare del cane, in stato di evidente malessere per mancanza di cure.

Nella fattispecie, ci troviamo davanti al reato di “maltrattamento di animali” descritto dall’ Art. 727 del Codice penale, poiché l’animale viene lasciato in un ambiente sporco e ristretto, con grave carenza di cibo; nonché di “abbandono”, anche se il proprietario non ha tentato, in sostanza, di liberarsi del proprio cane. La trascuratezza quindi è definita come colpa sufficiente per far sussistere il reato, essendo il proprietario consapevole dell’incapacità del proprio animale di provvedere a sé stesso.

A cura del Centro Studi

Studio Scarano srl